Question!
In the land of the blind
the man with one eye is king
the man with one eye is king
Oggi, solo qualche ora fa, mi hanno di nuovo posto la domanda.
Quella che non mi si dovrebbe mai porre, mai.
La stessa domanda che già altre volte mi ha gettato in un periodo di autoanalisi e terribile autocritica, nonché autodistruzione.
Stavolta è arrivata senza preavviso, senza che potessi prepararmi, senza che potessi far finta di non sentire...
Me l'hanno chiesto di nuovo...
Mi hanno chiesto come sia essere sempre quello che vede più avanti, che vede oltre, che vede la verità...
Per favore, non fatemela più, non fatemela più, non fatemela più, non chiedetemelo più, non ricordatemi che sono in una condizione per cui non sono stato mai preparato...!
E non pensate che io veda la Verità...quella è pane per il divino, per la fede, per la filosofia, per il nulla, per il puro pensiero...
Io sono familiare con la sua cugina alla lontana, la Realtà.
E non è un dono, è una fottuta dannazione.
Lo sapete cos'è vedere la Realtà?
Potete lontanamente immaginare quanto sia sgradevole?
Oh, certo, sgradevole è un eufemismo gentile per il sentimento che la Realtà porta con se...
Vedere la Realtà è come avere un solo occhio nella terra dei ciechi...ma quello che dovrebbe essere un vantaggio incommensurabile si rivela solo eterna dannazione all'infelicità.
É immergersi nel terrore continuo e continuato, è continuare a guardare anche quando si vorrebbe voltarsi dall'altra parte...
La nausea...ecco, quella è la grande compagna della Realtà...perchè è difficile trattenere i conati mentre sentite come un palo che vi colpisce nello stomaco ogni secondo...mentre guardate tutti quelli che vi circondano straziarsi, mutilarsi, andare incontro a destini non meno crudeli del vostro, ma quantomeno non rendendosene conto...
Osservate, se ne avete il coraggio, le carcasse ormai in putrefazione di coloro che vi hanno preceduto e non avevano il vostro cazzo di "dono"...
Voltatevi, e scoprite che il paesaggio non cambia, che non c'è speranza di salvezza, non c'è remissione dei peccati, non c'è seconda possibilità dopo l'errore...
Chiudere l'occhio, dite?
Impossibile...sarebbe impossibile convivere con la paura di condividere la stessa sorte di tutti gli altri, perduti e senza vista in un percorso inframezzato di mostruosi ostacoli pronti a donarvi la vostra dose periodica di sofferenza...
Tenerlo aperto, allo stesso tempo, è un continuo dolore, anche perchè la Realtà è che siamo immersi in una luce accecante, quasi a motteggio della nostra condizione di cecità totale.
Brucia più di quanto illumini quella luce, e l'occhio si sposta con spasmi sgraziati in cerca di riparo, senza speranza alcuna di trovarne.
Nessuna.
Vedere la Realtà è un'intrinseca costrizione all'immobilismo, imposto dal non voler rischiare, al contrario di ciò che i poveri, fortunatissimi, ciechi fanno ad ogni passo...
Vedere la Realtà è smettere di vivere per paura...quella paura che non mostrate mai agli altri, poichè la vostra è di diversa fattura, incomparabile con l'altrui normale timore quotidiano...
Perchè se vedi la Realtà, sai di cosa aver paura.
E adesso non fatemela più la domanda.
Leggi questa pagina, maledetto essere tanto leggero da invidiare la mia tracotante lucidità...leggila, cazzo, e smetti di invidiarmi.
Oppure prendi il mio posto, se ne hai le palle.
La Verità è che vorrei che la leggessi, tu e tutti quelli della tua dannata specie...la Realtà è, come al solito, ben più greve: non leggerai mai tutto questo, poichè io non te lo farò leggere...e continuerò a scrivere e scrivere e scrivere ancora di quelli come te, che non hanno speranza.
E che invidio, anche se non lo ammetterò mai.
Fottiti.

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