09 settembre 2006

Le parole che non ti ho detto

I taste your sorrow, and you taste my pain
Drawn to each other, for every stain
(Pain Of Salvation, "Ashes")



Quante parole avrò pronunciato il mattino dopo?
Cinquecento? Mille?
Comunque ben poche rispetto a quelle che scambiamo abitualmente...

Perchè ben altre parole giravano ormai da ore nella mia testa, parole che non ero sicuro di voler pronunciare, che non ero sicuro di pensare davvero, ancora ebbro dell'emozione della sera prima...

Le scrivo qui, ora, a debita distanza temporale, dopo due notti di una innaturale tranquillità, senza più alcun dubbio ormai sulla loro veridicità...

Scrivo per dirti grazie dell'aver voluto, ancora una volta, condividere con me i tuoi demoni...e per essere stata ad ascoltarmi mentre scendevo nella nera spirale degli interrogativi...e degli incoraggiamenti che mi continuavi a dare, indifferente davanti ai miei (il)logici processi mentali...ma soprattutto grazie del momento in cui mi hai stretto a te, poichè, ecco, quello non sarà mai, mai dimenticato...

Un gesto inaspettato nei tempi, nei modi e specialmente nel risultato...

Non dimenticherò mai il modo in cui mi hai accarezzato, dolcemente, a voler spazzare via i miei pensieri...ogni volta che la tua mano mi sfiorava, infatti, sentivo come alleggerirsi il peso sulle mie spalle...

E non dimenticherò mai il calore del tuo respiro, che la notte appena passata ero stato sveglio ad ascoltare, sul mio collo...

E non dimenticherò mai la morbidezza del tuo braccio, che sorreggeva con tanta grazia quanta forza il delirante peso della mia testa...

E non dimenticherò mai quei silenzi meravigliosi e terribili, interrotti solo dal tuo sussurrare nel buio...

E non dimenticherò mai la mia incapacità di pronunciare, in quei momenti, anche solo una parola...

E non dimenticherò mai il tuo odore, che ho respirato per quei lunghi, interminabili secondi...

E non dimenticherò mai la sensazione del cuore che mi scoppiava nel petto, sorpreso del trovarsi improvvisamente non più costretto dalle mie incertezze...

Soprattutto, non dimenticherò mai la calma che sentivo lentamente abbracciarmi, in quel momento di paradossale, lucida follia...

Fissato nella tua mente tutto questo, ti prego, non dimenticare mai, mai la promessa che voglio farti: non dovessi trovarlo in te stessa o in altri, mi impegno io a darti tutto quel che meriti, fino al limite ed anche oltre le mie possibilità...vedila come vuoi, con l'accezione più pragmatica o sofistica possibile, ma sii almeno certa di avere anche questa risorsa a disposizione...

L'unico problema è che, dovessi anche campare cent'anni, non credo che riuscirò a pareggiare ciò che sei riuscita a darmi fino ad oggi...

Perdonami...

4 Comments:

Blogger Miriam said...

Nei rapporti umani non è imporatnte la quantità ma la qualità... io sono consapevole che in molte situazioni non servano parole o gesti, tutto ciò che cerchi aleggia nell'aria... è lì vicino a te; Non servono promesse o giuramenti, un rapporto tanto solido vive di queste premesse e di questi gesti... Basta coltivarlo per vederlo forte e vitale, crescere davanti ai tuoi occhi, come una pianta rampicante che continua a salire sulle pareti inesorabile...

13 settembre, 2006 19:07  
Blogger Giampaolo said...

Grazie lo stesso...

13 settembre, 2006 19:44  
Anonymous Anonimo said...

mi sento abbastanza idiota a commentare proprio qui ma ho provato una brutta, bruttissima invidia nel leggere queste parole...forse perchè da anni bramo quel tipo di abbraccio che allegerisce l'animo dall'inquietudine...

spero tu possa trovare serenità...

13 settembre, 2006 22:27  
Blogger Giampaolo said...

Non dovresti..l'atarassia può essere triste, ma, impossibile non ammetterlo, rende tutto più facile...certo, bisogna sempre vedere quanto e cosa si è disposti a rischiare per lasciarsela alle spalle...

Ecco, forse questo potresti invidiare...l'essere riuscito a decidere di metterla da parte...almeno nelle occasioni in cui so di poterne (volerne e doverne) fare a meno... :)

14 settembre, 2006 14:29  

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